The Palace

The Palace – (Film 2023)

Chi di critica ferisce, di critica perisce

Dopo quattro anni dall’uscita del suo ultimo film, Roman Polański, alla veneranda età di novant’anni, è tornato nelle sale cinematografiche, e lo ha fatto con un lavoro molto controverso: The Palace (2023).

La storia si svolge interamente nell’hotel The Palace di Gstaad, in Svizzera, alle soglie del nuovo millennio. Questo albergo di lusso è il crocevia di personaggi alquanto bizzarri, tutti appartenenti alla stessa classe sociale di rango elevato, mai domi dei propri capricci, puntualmente soddisfatti dal direttore Hansueli e dal suo staff. Non c’è spazio di manovra, tant’è che il direttore, con un serrato sorriso, si trova costantemente in bilico fra le “spassose” richieste dei suoi ospiti e la rassegnazione di non poter mettere un freno alla loro follia.

The Palace

The Palace e il «mappazzone» dei suoi personaggi

Traslando dalla cucina al cinema l’espressione tanto cara a Bruno Barbieri, espressione che solitamente lo chef stellato utilizza per descrivere piatti nei quali ci sono molti ingredienti buttati lì a caso e per nulla amalgamati, quello di The Palace si configura come un «mappazzone» di personaggi.

Russi ubriachi che fanno loschi affari, un miliardario con la giovanissima moglie, una contessa ossessionata dal proprio cane, un team di signore con più plastica che pelle sul viso, in adorazione per il proprio chirurgo plastico. E ancora, un ex pornodivo dotato, un imprenditore faccendiere caduto in disgrazia e intenzionato a fare la truffa del millennio. Insomma, lo spettatore si trova davanti, letteralmente, alla sagra degli stereotipi.

I personaggi, tuttavia, non hanno alcuno spessore (si salva soltanto il direttore Hansueli), sono completamente slegati dai propri obiettivi e dai mezzi che intendono utilizzare per raggiungerli, vincolati a dialoghi inconsistenti e privi di consequenzialità. Si trovano intrappolati in sottotrame sconclusionate e intrattengono relazioni estremamente superficiali e senza una seppur minima parvenza di finalità.

Paradossale dunque che l’impasto di macchiette e gag risulti indigesto pur non avendo consistenza.

The Palace

Una critica sociale inconcludente

Decisamente The Palace disattende le aspettative e si trova a vestire i panni della brutta copia sia di Triangle of Sadness (2022) che della prima stagione di The White Lotus (2021). Le situazioni comiche, all’interno dello scarno menù che il film offre, sono portate insipide, nel migliore dei casi, condite da gag in salsa vanziniana, nel peggiore.

A onor del vero, c’è la rilevante differenza che i vari Vacanze di Natale non si spacciano certo per opere autoriali, ma anzi sono consapevoli del target a cui si rivolgono. In sostanza, l’opera di Polański finisce per diventare la parodia di ciò che, si suppone, avrebbe dovuto ridicolizzare con sagacia, intelligenza e cinismo, tutte qualità che non si riescono a trovare nella mediocre e sempliciotta sceneggiatura.

Come critica sociale si dimostra dunque debole, grossolana, finanche inefficace; non dà modo allo spettatore di riflettere sul tema che intendeva trattare, né fornisce i mezzi per comprendere un messaggio che risulta del tutto invisibile, scivolato sotto il tappeto, tra la polvere di una cena di capodanno qualunque.

The Palace

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